Recensioni Outing – Fidanzati per sbaglio

QN QUOTIDIANO NAZIONALE

L’Italia fa “Outing”, con risate intelligenti La commedia con Nicolas Vaporidis e Andrea Bosca fa sorridere e riflettere con leggerezza. La pellicola scorre veloce senza tempi morti: si ride, si sorride, ma senza scivolare nella volgarità. Il tema dell’omosessualità è affrontato con fresca leggerezza, senza cadere in stereotipi ma spronando all’apertura mentale. Si parla di giovani, di occasioni da cogliere al volo, di libertà, di denuncia di collusioni fra criminalità e giornali, fra criminalità e un tessuto sociale che troppo spesso non sa dire no. E si adegua al malcostume. Si riesce a ridere con intelligenza: forse problemi e situazioni non sono approfondite, rimangono solo accennate. Ma si tratta di una commedia, non di un film di denuncia: e per una volta va bene così, si riflette facendo anche qualche risata.  

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IL GIORNALE – Maurizio Acerbi

Una commedia politicamente scorretta e maliziosa (Massimo Ghini dixit) dove, in realtà, emerge, alla fine, il ritratto di un’Italia costretta a diventare sempre più paracula per sopravvivere a se stessa e alle sue contraddizioni. Girato senza aver preso un solo euro di finanziamento pubblico (chapeau) e con l’ottica di doversi scontrare, da giovedì, con blockbuster del calibro di The Hoste G.I. Joe, il film (distribuito in 100 copie da AI Entertaiment), merita di essere visto, se non altro, per il coraggio e la buona volontà di tanti giovani che ci hanno messo soldi e indubbie qualità artistiche. Resta, comunque, la buona impressione del piglio narrativo di Matteo Vicino, un regista che ha un futuro brillante dinanzi. Soprattutto, se penserà meno all’esame box office e ad avere più convinzione nelle sue evidenti qualità.

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FILM FOR LIFE – Valeria Vinzani

È chiaro che Vicino preferisce dedicarsi maggiormente alla comicità, alle gag divertenti piuttosto che alla materia. Sicuramente anche grazie alla buona performance degli attori oltre ai due protagonisti, nel cast anche Massimo Ghini, Claudia Potenza, Giulia Michelini e Camilla Ferranti. La commedia riesce a divertire lo spettatore, che si godrà piacevolmente un’ora e mezza di cinema italiano. Peccato per i discorsi appena accennati sulla meritocrazia all’italiana, sulla questione dell’arretratezza del Meridione, sulle tematiche giovanili e sociali, perché potevano essere sviluppate più approfonditamente. polemicamente o meno – mantenendo comunque un tono comico-satirico.

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RECENCINEMA – Francesca Polici

“Outing – Fidanzati per sbaglio”, opera seconda del regista e sceneggiatore Matteo Vicino, riesce a trovare il giusto compromesso fra pubblico e critica: sa divertire e far riflettere. Una commedia esilarante e intelligente che, grazie a una solida sceneggiatura e un’ottima caratterizzazione dei personaggi, riesce a rappresentare lo specchio dell’Italia. Ribalta gli stereotipi e, alternando momenti di estrema ironia a profonda drammaticità, ci offre uno sguardo attento a un paese che con il suo sistema corrotto e malato ha distrutto le speranze anche di coloro che di queste dovrebbero vivere. Temi affrontati con maestria che, con l’ausilio di buone interpretazioni di attori palesemente giunti a una certa maturità professionale, ci donano un riso amaro con il quale ci abbandoniamo all’idea che contro tutto questo, qualsiasi sforzo alla fine risulta essere vano. Persino Carlotta, giornalista passionale e amante della verità, pronta a scagliarsi contro le ingiustizie e le imposizioni politiche che inquinano la libertà di stampa, alla fine è costretta ad arrendersi all’idea che il sistema in toto non può essere abbattuto, che chi è potente riesce sempre a farla franca anche se ha oltrepassato da tempo il confine della legalità e si è macchiato di crimini incresciosi, alla fine ne esce vincente. Un film che non dona speranze, che mostra come spesso si sia costretti a mentire, a “truffare” per ottenere ciò che un paese civile dovrebbe garantirti come diritto, attori e spettatori, tutti vittime di un sistema che non è solito pagare l’onestà. Nessun lieto fine, forse solo una parvenza di questo, dato dai rapporti umani. Assenti i banali sentimentalismi, il regista riesce sempre a sviarli scadendo solo per pochi istanti, ma senza mai adagiarsi a una comicità stupida e insulsa. Nessuna presunzione o ambizione, Outing vuole solo raccontare e muovere un senso di sdegno e rabbia fra una risata e l’altra. Matteo Vicino mostra come la commedia italiana possa tornare ad ispirarsi alle sue illustri origini, come si possa divertire anche senza “cinepanettoni”, come il cinema possa tornare a emozionare restituendo quella dignità che l’ultimo “cinespazzatura” ha tolto. Ecco forse l’unica vera speranza.

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MY MOVIES – Paola Casella

Il film scritto, diretto e montato da Matteo Vicino ha due anime, e due opposte tendenze (se ci si perdona la… variazione sul tema), un po’ come l’Italia che descrive. La prima è onesta, coraggiosa e innovativa nel tentare strade espressive originali e affrontare tematiche di grande attualità, come l’umiliazione del merito e la mancanza di occasioni, soprattutto al sud, e soprattutto per i giovani. La seconda invece cede al fascino della seduzione della farsa e della battuta gratuita, soprattutto nel ritratto clownesco dell’omosessualità, ma anche nel proporre soluzioni facili a problemi complessi, e nel perpetuare la validità del ricatto, seppure a fin di bene.

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MAUXA – Michela Menicocci

Il cinema italiano prova a giocare con i cliché tipici della tradizione italiana trasformandoli in commedia, nell’ammirevole tentativo di renderli meno sconosciuti e lontani dalla quotidianità delle persone.
Film coraggioso e innovativo, Outing – Fidanzati per sbaglio ci presenta un tema di grande attualità, usando i colori tenui della commedia per descrivere una realtà che in alcuni casi purtroppo presenta solo tratti grigi e drammatici.

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MY REVIEWS.IT – Redazione

Sembra quasi un riassunto dell’eterna lotta tra il merito e la raccomandazione questo film. Un disegno dell’occupazione, o meglio, della disoccupazione italiana di oggi, nella quale soprattutto i giovani si scontrano fino ad abbandonare anche i sogni.
Matteo Vicino come sua consuetudine firma Soggetto, Sceneggiatura, Regia e Montaggio e ci racconta la storia di Federico e Riccardo, amici, con la A maiuscola, sin dall’infanzia. Da qui si snodano una serie di equivoci, comici e non, intrecciati con altri personaggi, essenziali per raccontare la storia da punti di vista differenti. Gli attori interpretano stereotipi (come l’arrivista, il corrotto, la raccomandata, il gay, il buono) degni di un’identificazione immediata e, per questo, ci “obbligano” a ridere, quanto a rattristarci. Cruciale è il ruolo di Roberto (Massimo Ghini), direttore di un giornale pugliese incastrato tra i compromessi e il desiderio di verità. Ottima Giulia Michelini, la parte della giornalista d’assalto assetata di onestà, sembra cucita su di lei. Non ultimo Riccardo Leonelli nell’interpretazione del politico spietato, viene quasi voglia di intervenire per dargli una sonora regolata, ammesso che si stia dalla parte dei buoni. Infondo ciò che rimane è un retrogusto amaro, la divisione costante tra chi sta ai vertici e chi occupa le basi, tra chi vede nell’amicizia, nelle ingiustizie e nei fallimenti, concetti da usare per amputare un talento o annientare la libertà e chi invece, una rivalsa contro un sistema incoerente.
Come da commedia che si rispetti però sa anche rincuorare e far tornare il sorriso.

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IL SUSSIDIARIO.NET – Federico Bason
OUTING. DIETRO A UNA MASCHERA UN FILM CHE PARLA DEI GIOVANI “IN TRAPPOLA”
http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2013/4/1/OUTING-Dietro-a-una-maschera-un-film-che-parla-dei-giovani-in-trappola-/2/378764/
La regia di Matteo Vicino narra una storia tipicamente italiana, fatta di sotterfugi, raccomandazioni, potere colluso con il malaffare. Ma oltre il marcio della società, ironicamente sa rappresentare un’amicizia vera. Le situazioni rocambolesche sorprendono, poiché il “politicamente scorretto” fa ridere ed il tema è importante. Descrive l’Italia da nord a sud, immobilizzata da vecchi luoghi comuni, che si trasformano in giudizi sul prossimo, per ghettizzarlo e privarlo delle opportunità. Con la scusa di parlare delle coppie di fatto o presunte tali, si scava sull’affanno dei giovani alla ricerca di un’opportunità, di un sogno per realizzare sé stessi. Per essere una commedia Outing fa riflettere molto. Le possibilità lavorative, per le future generazioni, sono esigue, povere. Outing non è la confessione su una preferenza sentimentale, ma l’esempio scherzoso di un Paese che vuole cambiare, a prescindere da chi si è o da quale etichetta la società cerchi di incollare.

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LINKINMOVIES.IT – Anna Maria Possidente

Comico, ma con una forte componente di denuncia sociale: è il nuovo film di Matteo Vicino, che vede come protagonista un insolito Nicolas Vaporidis, omosessuale per necessità
Realtà e finzione si confondono in Outing – Fidanzati per sbaglio, scritto e diretto da Matteo Vicino: il brand Don’t Cry entra nel film e ne diventa parte integrante, un elemento attorno al quale tutta la storia si sviluppa. Non si tratta soltanto di una commedia spensierata: vengono affrontati tanti argomenti attuali, che coinvolgono soprattutto i giovani: le difficoltà che devono fronteggiare le coppie di fatto in Italia, il lavoro precario (se non la disoccupazione), la libertà di stampa. Quest’ultimo aspetto assume tratti quasi drammatici, quando l’intrepida giornalista in cerca della verità (Giulia Michelini), che conduce un’inchiesta su un losco personaggio del posto, si scontra con l’impossibilità di portare a termine il suo duro lavoro. Un’occasione per parlare delle contraddizioni all’interno del nostro Paese, in cui per avere un incentivo professionale bisogna raccontare (e dimostrare!) come ci si comporta nel privato, con dovizia di particolari.
Naturalmente si tratta di una situazione al limite, praticamente inverosimile ma, nonostante qualche luogo comune di troppo (e anche diverse battute piuttosto scontate), è un film che raggiunge il suo scopo: far divertire, senza dimenticare di fermarsi un attimo a riflettere.
Nota di merito a Vaporidis, che finalmente esce dai panni dell’idolo delle ragazzine e veste quelli di un personaggio più strutturato.

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BOXOFFICEBENFUL.BLOGSPOT.IT – Fulvio Bennati

Il solito cinepanettone (qui vestito da colomba pasquale) ?
No, In realtà niente di tutto questo, si tratta di una commedia “scorretta” (forse abbiamo inventato un nuovo genere) che diciamolo subito è al di sopra delle ultime commedie che il cinema italiano ci aveva riservato e che ha provocato una certa stanchezza da parte del pubblico. Una commedia degli equivoci che strappa tante risate nel pubblico e cerca di affrontare temi come quelli della meritocrazia, una doppia anima che si intuisce subito dal cartello iniziale del film dove si cita Platone (teorizzatore dellla necessità di andare oltre i concetti di maschile e femminile) e Cassano (So’ froci, so’ problemi loro…).
Il film diretto (scritto e montato) da Matteo Vicino – qui alla sua seconda prova come Regista dopo l’inedito lungometraggio l’acclamato, “Young Europe” Si presenta dicevamo come una commedia ma riesce ad affrontare anche temi delicatissimi come il merito, la condizione dei giovani e soprattutto i diritti sulle coppie di fatto, il tutto attraverso un montaggio fresco e veloce (dal respiro europeo) che già dai titoli di testa ci fa subito assaporare che ci troviamo davanti ad un prodotto inconsueto.
Da applauso poi è il “monologo” di Massimo Ghini su i giovani.

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ARNALDO CASALI – Arnaldo Casali

“l’ultima cosa che vogliamo è realizzare i loro sogni, perché ci spazzerebbero via in un pomeriggio!”.
Un film catartico, irresistibile, arrabbiato. Dopo aver contagiato il Parlamento e il Vaticano, il “grillismo” arriva al cinema con Outing – fidanzati per sbaglio di Matteo Vicino
il film di Vicino denuncia, senza girarci attorno e senza mezzi termini, il sistema marcio fatto di raccomandazioni, ipocrisie, ideologismi, piccoli e grandi mafie che gestisce ogni angolo d’Italia. Un film politicamente scorretto in cui due trentenni sono costretti a fingersi una coppia di fatto gay perché è l’unico modo per accedere a un finanziamento della Regione Puglia per giovani imprenditori. Una satira della “pink mafia” ma anche – e soprattutto – del mondo del giornalismo, visto che il film è una tra le pochissime opere cinematografiche ambientate in gran parte nella redazione di un quotidiano locale. E ahimé – pur nella caricatura – Vicino dice tutte cose vere: dai caporedattori raccomandati e ignoranti al boss di turno che detta la linea editoriale sulle inchieste che si possono o non si possono fare, fino al direttore coscienzioso ma impotente. Il tutto raccontato attraverso una mitragliata di battute memorabili da far invidia a Nanni Moretti e Woody Allen ma senza un briciolo di qualunquismo. Vicino recupera i tipi e i meccanismi della commedia classica (giochi di parole, equivoci, continuo scontro tra “buoni” e “cattivi”) ma li reinventa lasciando spazio alle sorprese. E anche la satira sul mondo gay si tiene lontano dalle esasperazioni e dalla volgarità e confeziona un film che per certi versi appare come un contraltare del delizioso e altrettanto divertente (ma assai più frivolo) Gli amanti passeggeri di Almodovar, ma finisce per assomigliare soprattutto alla satira popolare e anticonformista di Commediasexi di D’Alatri.
La regia di Vicino è più sobria, rispetto a quella alla Tarantino di Young Europe (sua opera prima) e si regge tutta su una sceneggiatura di ferro (dello stesso Vicino) e su un impeccabile cast capeggiato da Massimo Ghini, Claudia Potenza, Andrea Bosca e il sempreverde Nicolas Vaporidis.

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LABCREATIVITY.IT – Francesca Pavano

Matteo Vicino firma soggetto, sceneggiatura, regia e montaggio del film, cosa non usuale nel cinema italiano. Una scelta che si traduce in un controllo completo sul risultato finale, e che in questo caso è molto buono. Al di là di alcune scelte narrative un po’ scontate, altre forse un po’ troppo frettolose, “Outing” si configura come una commedia meno italiana del solito, con delle soluzioni stilistiche di impatto e di respiro più europeo. Dalle scelte di montaggio, al taglio di alcune riprese, alle alternanze di movimenti lenti e veloci, all’uso dei colori. E anche per quanto riguarda il genere del film, che è e rimane una commedia certo, ci sono spiazzanti e ben riuscite incursioni “altre”.

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showbizmovies April 5, 2013 Uncategorized